Il Barocco a Lecce
Culla del Barocco pugliese è la città di Lecce, città millenaria, ricca di retaggi messapici, greci, romani, bizantini, normanni, angioini, aragonesi, spagnoli, ma nota soprattutto per la straordinaria presenza di architettura, scultura, pittura barocca. Qui il barocco, movimento artistico sorto tra il 1600/1700 assume caratteristiche particolari, assolutamente uniche ed originali, ed unisce al movimento, alla grandiosità, alla predilezione per gli effetti teatrali, la stupefacente capacità di intagliare nella tenera pietra salentina le forme più incredibili, sempre nuove, sempre uniche, sempre diverse.
Passeggiando tra le vie di Lecce si ammirano facciate di chiese e di palazzi che sembrano
elaborate di proposito per ottenere effetti non inferiori a quelli di una scenografia teatrale. Si prova stupore dinanzi agli archi, ai festoni, alle ghirlande e ai fregi scolpiti "nell'oro della capitale
salentina", quella pietra tenera, "uniforme al sole come miele", asservita alla creatività visionaria degli artisti barocchi. Mentre mala tempora correvano in Puglia e nell'Italia meridionale, a Lecce sbocciava come un fiore nel deserto, un'arte meravigliosa di cui le numerose chiese e palazzi resteranno eterna testimonianza.
Chiesa di S. Croce
Le vicende costruttive della chiesa, in origine annessa al convento dei padri Celestini,
hanno individuato nella costruzione del complesso tre fasi ben distinte.
La prima, che va dalla data di fondazione nel 1549 al 1582, anno della consacrazione, coincide con la realizzazione dell’interno della chiesa su progetto dell’architetto Gabriele Ricciardi .
La fase intermedia vede la realizzazione dei tre portali esterni (1606), dell’altare maggiore e di quello di S.Francesco di Paolo (1614) ad opera di Francesco Antonio Zimbalo.
La terza ed ultima fase coincide con il completamento dell’ordine superiore (1614) per mano di Cesare Penna e Giuseppe Zimbalo. La facciata, espressione delle più esuberante decorazione barocca è suddivisa in due ordini da una balaustra fortemente aggettante. In quello inferiore vi sono tre portali, quattro rosoni e una fila di archetti. Il secondo ordine è sorretto da mensole cariatidi con presenza di balconate.
La presenza di quattro colonne servono a scandire gli spazi che portano al rosone. Inoltre vi sono due nicchie con le statue dei S.S. Celestino e Benedetto e altre che raffigurano le allegorie della Fede e della Fortezza. In fine con il simbolo della Croce si conclude la facciata. L’interno della Basilica ha pianta a croce latina ed è diviso internamente in tre navate, a loro volta divise da due file di sette colonne; nelle navatelle si aprono rispettivamente sette cappelle. Il transetto non aggettante ha due cappelle; su quella di sinistra un portale consente l’uscita nel chiostro.
La navata maggiore è coperta da un soffitto a cassettonato a forma esagonale, in noce con borchie dorate; l’abside, posizionata nel coro, presenta una volta lunettata a spicchi con decorazione a stucco della seconda metà del settecento . Infine all’incrocio del transetto s’innesta la cupola, sostenuta da quattro pilastri binati, che si innalzano su un alto tamburo.
Tra le opere, la statua di Gesù Bambino creata da un maestro di cartapesta leccese ed il dipinto raffigurante S.Cataldo del XIX sec., opera di Alessandro Calabrese, posto nella parte sinistra della sacrestia .
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